L'Egitto tenta la ripresa

09.07.2013 11:09

 Il presidente ad interim Adly Mansur ha tracciato la roadmap che dovrebbe condurre l'Egitto verso nuove elezioni presidenziali e parlamentari. Dopo la deposizione forzata dell'ex presidente Mohamed Morsi da parte dell'esercito, con tutti gli strascichi che ne sono derivati, il paese delle piramidi cerca di ritrovare faticosamente un equilibrio per dotarsi di un parlamento che ridisegni la costituzione di fatto sospesa dopo il recente colpo di stato militare. I Fratelli Musulmani propongono un referendum popolare al fine di apportare delle modifiche alla costituzione attualmente sospesa. La notizia è stata annunciata dai media in piena notte dopo un'altra giornata contrassegnata da violenti scontri tra l'esercito e i sostenitori di Morsi: il bilancio ufficiale è di 51 morti anche se i Fratelli Musulmani parlano di 70. Questo stende oscure ombre sull'effettiva realizzazione dei piani di Mansur portando l'Egitto sempre più vicino alla guerra civile. La Fratellanza ha infatti esortato i propri sostenitori alla “rivolta popolare e a occupare tutte le piazze per protestare contro i golpisti militari e in solidarietà con i morti degli scontri. Il decreto presidenziale prevede la creazione, entro 15 giorni, di una commissione costituente che entro due mesi presenti alla presidenza gli emendamenti alla nuova costituzione proposti dalla comunità a forte connotazione islamica. Al termine di questa prima fase, secondo i programmi di Mansur, ci dovrebbero essere altri due mesi per indire le nuove elezioni che darebbero all'Egitto un parlamento. Solo allora, con una nuova costituzione e un parlamento legittimato, si potrà passare alle elezioni presidenziali.

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