Ancora proteste al Cairo
Nella giornata di domenica (ieri ndr) si sono verificate le ennesime proteste degli oppositori dell'attuale presidente Mohamed Morsi che ne chiedono a gran voce le dimissioni. Le principali manifestazioni si sono svolte a Piazza Tahrir, al Cairo, divenuta oramai simbolo di un malcontento generale della popolazione egiziana , ma altre manifestazioni sono in corso da oggi nelle città di Alessandria, Port Said e Suez. La piazza simbolo ha visto cadere due anni fa il potere di Hosni Mubarak ed è oramai il simbolo della protesta popolare egiziana. Al grido di “Irhal! Irhal!” (vattene, vattene) si sono unite nella protesta le varie fazioni dell'opposizione, dai liberali ai nostalgici del regime, ma la motivazione è sempre la stessa: protestare contro la situazione economica del Paese, l'aumento dei carburanti se non addirittura la scarsità degli stessi e per i continui blackout sulla linea elettrica che stanno mettendo a dura prova la pazienza di una popolazione che vede un futuro senza troppe speranze. Anche i sostenitori di Morsi sono scesi in piazza a manifestare nel sobborgo di Nasr, al Cairo e fortunatamente per ora non sono stati registrati incidenti tra le parti. Nei giorni scorsi però, gli scontri tra le due fazioni avevano registrato almeno due morti tra cui un giovane americano di 21 anni pugnalato al petto mentre faceva alcune riprese, oltre a diverse decine di feriti. Intanto nelle sedi dei Fratelli Musulmani, il movimento religioso di cui è espressione il partito Libertà e Giustizia del presidente Morsi sono state rinforzate con sacchi di sabbia dopo che nei giorni scorsi alcune sono state date alle fiamme. L'opposizione à fatto sapere che la protesta non cesserà fino alle definitive dimissioni del presidente Morsi
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