Mohammed Morsi respinge l'ultimatum dell'esercito
Il presidente egiziano Mohammed Morsi ha respinto l'ultimatum di 48 ore imposto dall'esercito nazionale che chiedeva di presentare le sue dimissioni. La motivazione del presidente è che vuole completare il processo di democratizzazione e il piano di riconciliazione nazionale affermando che l'intervento politico dell'esercito non fa altro che generare altra confusione in una situazione sociale già complessa contestando qualsiasi ingerenza che possa aumentare le “divisione nel Paese minacciando la pace sociale”. Il presidente Usa, Barak Obama, si è detto invece preoccupato per la situazione in atto in Egitto e, in un contatto telefonico con Morsi, lo ha esortato a rispondere alle richieste dei manifestanti- Obama ha espresso preoccupazione per l'escalation della crisi politica egiziana affermando che Washington intende impegnarsi per una soluzione positiva, ma che non offrirà alcun supporto a gruppi o singole parti. Intanto, per superare l'impasse politico che tiene sotto scacco la situazione politica egiziana, la leadership dei Fratelli Musulmani ha suggerito la proposta di un referendum popolare per la destituzione del presidente Morsi, lo ha comunicato il quotidiano al-Aram, sostenendo che a breve sarà data una risposta ufficiale all'ultimatum di 48 ore per permettere al presidente di trovare un accordo con le opposizioni. A un anno dal suo insediamento alla presidenza, Morsi si trova ora in un circolo vizioso che ha dato il via anche ad una serie di defezioni all'interno del suo enturage: 4 ministri si sono già dimessi ed oggi anche il consigliere militare Sami Anan ha presentato le sue dimissioni in solidarietà con i manifestanti della campagna “Tamarod”, che chiedono al presidente di farsi da parte per poter andare ad elezioni anticipate.
Tag:
Sprintrade Network